fiaba
che infilata la Val di Fiemme iniziò lentamente la
pittoresca salita raggiungendo Cavalese, Tesero e finalmente
Predazzo dove dopo alcuni minuti entrammo nel cortile-piazza
d'armi della Scuola Alpina. L'anno successivo, Fiamme Gialle
sul bavero, ero finanziere ed anche il primo del vecchio Borgo
"Cievga", allora via Trento (quale abbinamento!)
e adesso via Natale Gaiba (altra coincidenza di iniziali e
fatti storici poiché il martire Gaiba era amico di
mio nonno). Venni assegnato alla Tenenza del Brennero ed ivi
incaricato in servizio al valico stradale che a quei tempi
registrava, nei periodi estivi, un traffico giornaliero di
oltre diecimila automezzi in entrata ed in uscita. Alcuni
anni dopo la mia partenza da Argenta, lasciò il Borgo
mio fratello Nelusco per la Marina Militare e, più
tardi per la Guardia di Finanza, |
l'amico fraterno e di infanzia
Bruno Bolognesi (soprannominato Pinguèn, ossia Pinguino
per la sua freddolosità) che abitava a circa 20 metri
dalla mia casa.
Al Brennero si indossava l'uniforme invernale con cappello
alpino tutto il tempo dell'anno a causa delle pessime condizioni
climatiche caratteristiche del passo più settentrionale
d'Italia. Ricordo che nell'inverno del 1959, passai la notte
in servizio al valico stradale, in uscita dallo Stato, mentre
il termometro segnava gelido, la temperatura di -29 ovvero
ventinove gradi sotto lo zero, che è un freddo quasi
polare. Oltre ai disagi del freddo e della neve si aggiunse
una notizia che circolava su
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