Fin. Bruno Bolognesi

UNA VIA, DUE FIAMME GIALLE
Ricordo dell'amico e martire Bruno Bolognesi

partito la mattina seguente per raggiungere la Scuola Alpina di Predazzo in Provincia di Trento. In quella circostanza il Comandante del Gruppo avanti il quale eravamo raccolti, Maggiore Italo Poli, disse: "Chi è Natali?". Imbarazzato ed allarmato mi alzai e risposi: "Io". L'Ufficiale mi guardò brevemente e a chiare parole disse: "Lei è l'ufficiale arruolato della Provincia di Ferrara e Rovigo, vedremo!".
Il giorno seguente, unitamente ad altri ragazzi futuri colleghi, salimmo sul treno diretto a Nord accompagnati da un Maresciallo. Dopo Verona e Trento scendemmo a Ora (Auer) per salire su un trenino di

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Era il mattino del 5 ottobre 1957 allorché, dopo una parca e veloce colazione ed aver salutato i miei genitori, uscii di casa e mi diressi verso la vicina Statale n.16 o Adriatica dove, all'opposto angolo destro con la strada che sale verso il ponte del Reno, si sarebbe fermata la corriera che mi avrebbe portato a Bologna. Avevo partecipato al concorso per entrare nel Corpo della Guardia di Finanza e, dopo parecchi esami fisici ed attitudinali, non mi restava che superare un altro piccolo esame ed alcune semplici prove dopo le quali fui informato di essere stato arruolato e che, passata la notte presso il Comando del Gruppo Provinciale di Via Masini, dove in quel momento mi trovavo, sarei


Col. Gianfranco Natali
fiaba che infilata la Val di Fiemme iniziò lentamente la pittoresca salita raggiungendo Cavalese, Tesero e finalmente Predazzo dove dopo alcuni minuti entrammo nel cortile-piazza d'armi della Scuola Alpina. L'anno successivo, Fiamme Gialle sul bavero, ero finanziere ed anche il primo del vecchio Borgo "Cievga", allora via Trento (quale abbinamento!) e adesso via Natale Gaiba (altra coincidenza di iniziali e fatti storici poiché il martire Gaiba era amico di mio nonno). Venni assegnato alla Tenenza del Brennero ed ivi incaricato in servizio al valico stradale che a quei tempi registrava, nei periodi estivi, un traffico giornaliero di oltre diecimila automezzi in entrata ed in uscita. Alcuni anni dopo la mia partenza da Argenta, lasciò il Borgo mio fratello Nelusco per la Marina Militare e, più tardi per la Guardia di Finanza,

l'amico fraterno e di infanzia Bruno Bolognesi (soprannominato Pinguèn, ossia Pinguino per la sua freddolosità) che abitava a circa 20 metri dalla mia casa.
Al Brennero si indossava l'uniforme invernale con cappello alpino tutto il tempo dell'anno a causa delle pessime condizioni climatiche caratteristiche del passo più settentrionale d'Italia. Ricordo che nell'inverno del 1959, passai la notte in servizio al valico stradale, in uscita dallo Stato, mentre il termometro segnava gelido, la temperatura di -29 ovvero ventinove gradi sotto lo zero, che è un freddo quasi polare. Oltre ai disagi del freddo e della neve si aggiunse una notizia che circolava su