UN VICEBRIGADIERE FRANCESCANO EREMITA
L'esperienza di Don Quintino Sicuro che lasciò la Guardia di Finanza per militare
in un altro Corpo, quello dei Frati Francescani. In corso di beatificazione.
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Non è una storia molto comune, anzi è sicuramente unica, l'esperienza di vita vissuta dal Vicebrigadiere Quintino Sicuro che abbandonò la giubba grigia della Guardia di Finanza per vestire il saio francescano dell'eremita.

Nato in provincia di Lecce, a Melissano il 29 maggio 1920, il giovane Quintino nel 1939 si arruola nel Corpo della Regia Guardia di Finanza e partecipa alle operazioni belliche sul fronte greco-albanese, mobilitato con il I Battaglione, salvandosi miracolosamente dall'eccidio di Cefalonia, distinguendosi sempre per il grande sacrificio ed abnegazione. In seguito prende parte alla guerra di liberazione sul territorio nazionale con le squadre d'azione patriottiche in difesa degli oppressi e dei bisognosi.

Povertà ed imitazione di Cristo furono la sua libera scelta che realizzò all'età di 27 anni, quando il 31 agosto 1947, fra l'ammirato stupore della gente ed in modo coerente e gioioso, lasciò l'uniforme delle Fiamme Gialle con il grado di Vicebrigadiere per indossare il saio francescano, realizzando così la sua aspirazione: il sacerdozio ma con vocazione eremitica.

Prima a Treia in Provincia di Macerata, poi negli eremi di Montegallo e di Monte Carpegna nelle Marche e successivamente a San Alberico sulle montagne del forlivese, fece del suo eremo, un centro di accoglienza e spiritualità per tanti sacerdoti e laici, che salirono e salgono lassù in cerca di pace e verità. La sua vocazione, la sua chiamata era diventata una missione per lui, quella di donare e donandosi a coloro che ne avevano bisogno, in una grande azione di umanità e fratellanza evangelica.

A S. Alberico costruì la Casa di Dio, una piccola oasi di spiritualità, onorando una reliquia di Sant'Alberico.
Morì il 26 dicembre del 1968, all'età di 48 anni improvvisamente sul valico del Monte Fumaiolo in un ultimo slancio di generosità.

Il 1° novembre 1985 il Vescovo di Cesena e Sarsina, Mons. Luigi Amaducci, indusse la Causa di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio Quintino Sicuro, processo concluso il 28 agosto 1991, quindi due anni dopo gli atti processuali vennero consegnati alla Congregazione dei Santi a Roma. Il 16 dicembre 1993 presso il Comando Generale della Guardia di Finanza a Roma si è aperta la fase Vaticana dell'iter di indagini che porterà al riconoscimento delle virtù eroiche e della santità di vita del Vicebrigadiere Don Quintino Sicuro.

Sulla facciata dell'eremo è posta una lapide con queste parole: "Quintino Sicuro già vicebrigadiere della Guardia di Finanza, chiamato da Dio a ventisette anni abbandonò il mondo e un lusinghiero avvenire. Dal 1954 al 1968 eremita e sacerdote, dimorò in questo sacro Romitorio, mirabile esempio di povertà, lavoro, sacrificio, preghiera, disponibile ad ogni ora per offrire il cibo del corpo
e dell'anima a quanti accorrevano a Lui. Ancora vivente vide estendersi attorno a sé una vasta rete di estimatori tuttora non immemori del loro grande amico e benefattore. Ricostruì, ampliò, rese accogliente l'ospizio che avviò a centro di spiritualità per quanti amano l'incontro con Dio. La Diocesi e gli amici nel ventennio della Sua venuta all'Eremo, 31 ottobre 1974."

[Giuseppe LAMBIASE]